Fattori della percezione

Un approccio particolarmente efficace nel comprendere come si forma la percezione del rischio è offerto da Peter Sandman website. Questo grande comunicatore del rischio ha reso chiaro che “è il risentimento, non il rischio calcolato [hazard] che determina ilrisultato delle controverise sul rischio. Le grandi compagnie e i governi sono ovviamente obbligati a gestire il pericolo nel modo appropriato, ma per adattarsi alla controversia devono gestire il risentimento altrettanto appropriatamente.”

La sua formula 

RISCHIO = PERICOLO (da intendersi come rischio calcolato dagli esperti di settore) + RISENTIMENTO

è la base per lo sviluppo del metodo che proponiamo in questo sito.

La ricerca e l’esperienza dei comunicatori del rischio hanno evidenziato che ci sono alcuni fattori ricorrenti che entrano nella formazione dei risentimento.

Fiducia nelle fonti: se le fonti che forniscono le informazioni sul rischio non sono considerate affidabili  dagli attori a cui le informazioni sono rivolte, il risentimento aumenta e non si crede che i dati forniti siano veri. La mancanza di fiducia, o al contrario il riconoscimento di affidabilità, sono elementi fondativi della percezione del pericolo, o della mancata percezione.

Rischio volontario: è stato ampiamente dimostrato che ai rischi assunti volontariamente è associata una percezione di basso rischio; spesso in realtà non sono neppure inclusi tra i rischi: fumare, guidare, praticare l’alpinismo sono solo alcuni dei possibili esempi. La localizzazione di un inceneritore  in un territorio ha un impatto forte sull’immagine di quell’area e, se il percorso decisionale non è stato condiviso, la decisione entra in contrasto con le scelte volontarie dei cittadini che non avevano previsto che il loro territorio fosse caratterizzato da quell’impianto.

Incertezza: prendere decisioni in condizioni di incertezza è inevitabile: molte volte al giorno, ogni giorno, per ognuno di noi. Un’incertezza elevata è associata al calcolo del valore numerico del rischio di esposizione, analogamente ad ogni altro esercizio di modellizzazione dei fenomeni naturali. Questo è dovuto ad esempio alla solo parziale capacità dei modelli di descrivere la diffusione delle sostanze pericolose nelle matrici ambientali o all’incertezza associata con il trasferimento dei dati derivanti da esperimenti tossicologici di laboratorio agli umani o all’incertezza statistica degli studi epidemiologici. La discussione relativa all’incertezza delle previsione dovrebbe essere affrontata tra gli esperti di settore e i non-esperti di settore distinguendo gli elementi del calcolo che sono abbastanza certi da quelli che sono altamente incerti: per ogni caso di studio, questo richiede una discussione aperta sui dati disponibili e il confronto con le pratiche di analisi del rischio adottate sia a livello nazionale che internazionale in modo da conoscere quanto è già noto su casi simili. E’ anche necessario spiegare il metodo con il quale è stata condotta l’analisi dell’incertezza, quale analisi di sensitività è stata formulata e testata per sostenere il valore numerico ottenuto; è responsabilità dell’analista del rischio e dei tecnici delle agenzie di controllo fornire in modo pienamente trasparente il valore dei parametri, delle equazioni e dei modelli utilizzati nei calcoli. Vogliamo però anche sottolineare che (giustamente)i modelli di analisi di rischio sono basati su assunti altamente cautelativi: questo è vero sia relativamente alle equazioni utilizzate per stimare l’esposizione sia per le assunzioni tossicologiche.

Controllo individuale: anche se sembra difficile poter condividere il controllo tra attori così diversi , quali i gestori degli impianti di trattamento termico e i residenti dell’area circostante, l’esperienza parla chiaro:non si può tenere tutto il controllo per sé e allo stesso tempo rassicurare gli altri.

Per una descrizione completa degli elementi che contribuiscono ad aumentare la percezione del rischio, suggerisco di leggere la lista 12 OUTRAGE components e la documentaizone ad esse connessa.

Una analisi approfondita della percezione del rishcio da parte dei lavoratori di una industria chimica è fornita dallo studio An in depth analysis of risk perception by workers of a chemical industry is given in the study  La condizione dei lavoratori nello stabilimento chimico di Pieve Vergonte nella storia (1015 -2012)