VALUTARE il RISCHIO di ESPOSIZIONE

Siamo più o meno esposti che in passato alle sostanze pericolose?

expo discaricaSiamo più o meno in grado di controllare le fonti della contaminazione ambientale e di proteggere la qualità dell’ambiente e la nostra salute?

Cerchiamo di affrontare queste domande senza indulgere nell’allarmismo ma sottolineando la necessità di usare sempre contemporaneamente due strumenti: uno è la consapevolezza dei RISCHI a cui siamo esposti nelle società di vecchia industrializzazione; l’altro è dato dall’esistere di SOLUZIONI già messe in pratica o innovative, che permettono di affrontare i problemi dell’oggi senza partire ogni volta da capo.

Il crescere della presenza degli oggetti tecnologici, sia nel numero che nella loro complessità e astrattezza, il crescere esponenziale della quantità di rifiuti prodotti a scala globale, e la crescente complessità dell’organizzazione sociale hanno prodotto due tipi di risposte:

  • la nascita della disciplina scientifica nota come Analisi del Rischio, che nei campi più diversi esprime i rischi ambientali e sanitari in termini scientifici, il più possibile oggettivi, misurabili e verificabili;
  • la diffusione tra i cittadini, esperti e non esperti, di una crescente percezione dei rischi tecnologici, industriali e dei rischi sociali a quelli connessi.

La valutazione scientifica del rischio di esposizione alle sostanze pericolose – l’Analisi di Rischio – è uno strumento di supporto alle strategie di RIDUZIONE del rischio e di GESTIONE del rischio residuo.

Ma è ampiamente dimostrato che le valutazioni degli esperti di settore non sono sufficienti a far decidere sulla localizzazione di un impianto industriale – sia esso un’industria chimica o di un inceneritore di rifiuti –  o per attuare le azioni di risanamento di siti inquinati.

I motivi per cui questo avviene sono complessi. Da un lato vi sono decenni di pratiche industriali che hanno, a volte in modo irreversibile, modificato il territorio, il paesaggio, gli insediamenti storici delle comunità. Dall’altro vi è una accresciuta consapevolezza dei limiti dei cambiamenti che si possono imporre all’ambiente prima che la qualità ne sia deteriorata e la nostra salute colpita. Anche se spesso si ha la tendenza a dimenticare che questa maggiore consapevolezza è dovuta anche a decenni di battaglie ambientaliste che hanno già raccolto successi e hanno portato ad una efficace evoluzione della normativa ambientale e dei controlli pubblici.